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Nome: Francesca De Carlo
Dottoressa Francesca De Carlo
Puglia, Brindisi.
Servizio di consulenza e sostegno psicologico individuale e di coppia per affrontare e gestire disagi personali e relazionali.
Gruppi di auto - aiuto.
Riceve per appuntamento.
tel.3208373828
email: francesca.decarlo@apuliagestalt.it
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PERVERSIONI SESSUALI O PARAFILIE Le perversioni sessuali, denominate anche parafilie, sono fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti ed intensamente eccitanti sessualmente che, in genere, riguardano: 1) oggetti inanimati; 2) la sofferenza e/o l’umiliazione di se stessi o del partner; 3) bambini o altre persone non consenzienti. La linea tra normalità e patologia nella sessualità è legata ad aspetti quali la non esclusività, la non compulsione del comportamento e soprattutto al consenso reale dei partner sessuali. Vengono definite minori, perché sono più rare… e più stravaganti le seguenti perversioni: la coprofilia/coprofagia, l’urofilia, la scatologia telefonica, la pornografomania, la spermatofagia, orinofilia (sesso con le persone che dormono), asfissiofilia, branding (eccitarsi con oggetti che bruciano), braquioproctosigmoisdimo (introdurre armi attraverso l’ano), biastofilia (assalti imprevisti e violenti), hiphenophilia (eccitarsi con peli e capelli), la necrofilia, la zoofilia, la prostitutofilia, transessuofilia, maieusofilia (sesso con donne incinte), formicofilia (eccitarsi con gli insetti in generale), hierophilia, (sesso con oggetti religiosi), clismofilia (eccitarsi solo con i clisteri), sitofilia (sesso con le bambole), dismorfofilia (sesso con i nani), autofilia (attrazione sessuale verso se stesso), efebofilia (eccitarsi con adolescenti), bunding (fare sesso con i vestiti), gerontofilia (eccitarsi con gli anziani), hibristophilia (eccitarsi con i criminali). Le principali parafilie, invece, sono: la pedofilia, l’esibizionismo, il voyeurismo, il masochismo sessuale, il sadismo sessuale, il feticismo, il frotteurismo, il feticismo da travestimento. FROTTEURISMO: dal francese frotteur colui che sfrega, comporta lo sfregarsi o lo strofinarsi contro una persona non consenziente. Tale comportamento viene spesso attuato in posti molto affollati per evitare l’arresto, ma il soggetto immagina comunque una relazione molto intima con la vittima. E’ una patologia che si manifesta tra i 15 ed i 25 anni poi declina. I frotteurs sono uomini ma possono essere sia omosessuali che eterosessuali. Una loro caratteristica è che hanno bisogno di sentire il calore e il movimento di un altro corpo inconsapevole ma vivo. PEDOFILIA: paradossalmente significa letteralmente amore per i bambini. Con questo termine si intendono tutte le forme di rapporto (omo o etero) sessuale come fantasie o comportamenti. con i bambini presenti. Per bambini si intende minori di 14 anni. Il pedofilo deve avere almeno 16 anni e comunque minimo 5 anni in più del bambino. La pedofilia va dallo spogliare un bambino e guardarlo fino al rapporto sessuale completo agito con o senza violenza. FETICISMO: si definisce feticista un uomo che ha fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti ed intensamente eccitanti sessualmente che comportano l’uso di oggetti inanimati (feticci) senza i quali e impossibile l’eccitazione e l’attività sessuale. Molto spesso i feticci sono mutande (o tanga o perizomi), reggiseni, calze, scarpe, stivali che il feticista tiene in mano mentre si masturba, di cui sente l’odore o che si struscia addosso o che chiede al partner di indossare. Molti sono attratti dalle uniformi; suore poliziotte, infermiere. FETICISMO DA TRAVESTIMENTO: Si manifesta quando un uomo eterossessuale ha fantasie o comportamenti sessualmente eccitanti riguardanti il travestimento. L’insorgenza è legata a travestimenti nella fanciullezza o nella prima adolescenza. Il travestimento non viene praticato in pubblico fino all’età adulta. La vestizione è utilizzata in modo feticistico per eccitarsi sessualmente. Chi si traveste non è omosessuale ma ha, anzi il bisogno di preservare la propria mascolinità. ESIBIZIONISMO E VOYEURISMO: Il voyeur è colui che trae soddisfazione unicamente dall’osservare una coppia o una persona in intimità o in attività erotiche. Il voyeur si eccita all’idea di entrare in contatto (attraverso la masturbazione) con il corpo di altri ignari. Anche l’esibizionista ha bisogno che il pubblico non sia accondiscendente. Spesso la pubblicità per vendere i suoi prodotti usa donne nude (esibizioniste) per far colpo sugli uomini (guardoni). La stessa pornografia è nata per gli uomini. SOTTOMISSIONE SESSUALE ESTREMA: è prettamente femminile e si differenzia dal masochismo sessuale ma sono molto simili. In questo caso la sottomissione è più psicologica che fisica: quanto più l’uomo la rifiuta e la evita tanto più diventerà per lei importante ed insostituibile. MASCHERAMENTO DI FEMMINILITA’: è tipica di donne molto realizzate con posizioni sociali di rilievo. In apparenza sembrano molto mascoline, la loro perversione consiste nel bisogno irrinunciabile di esasperare la propria femminilità per ottenere gratificazioni maschili. SADISMO SESSUALE: fantasie o comportamenti in cui il soggetto ricava eccitazione sessuale dalla sofferenza psicologica o fisica della vittima. I comportamenti sadici includono:l’imprigionamento della vittima, il bendarla, percuoterla, torturarla fino ad ucciderla. MASOCHISMO: il piacere fisico è legato al dolore fisico o morale del soggetto, è caratterizzato da ricorrenti e intensi impulsi sessuali, fantasie e/o comportamenti sessualmente eccitanti che comportano l’atto reale e non simulato, di venire umiliato, ferito, offeso, legato o fatto soffrire in un altro modo. SADISMO NON SESSUALE O PSICHICO:consiste nel maltrattare familiari, amici, partner o persone “care” e nel provare gioia nelle sconfitte altrui. Questi soggetti non praticano una sessualità sadica. MASOCHISMO NON SESSUALE: è una forma di sottomissione psicologica necessaria al mantenimento di una relazione. Più il partner è distaccato, più è umiliante, più è irraggiungibile più diventa attraente ed indispensabile alla sopravvivenza. Raramente questi soggetti vivono una sessualità di tipo masochistico. STOLKING: in America è un reato messo in atto da partner ma soprattutto da ex che non si rassegnano alla fine della loro storia d’amore e che sperano che la vittima si accorga di loro e della grandezza del loro affetto. E’ una forma asfissiante e talvolta pericolosa di persecuzione che va dalle telefonate anonime, ai pedinamenti, agli appostamenti fino alle minacce, la segregazione, l’omicidio. GELOSIA DELIRANTE:è la forma peggiore di gelosia e si manifesta non solo nei confronti di un partner ma anche nei confronti di amici, genitori, fratelli con cui si tende a costruire rapporti esclusivi. PRESUNZIONE DI ETERNITA’: è la necessità di “tenere in vita” chi non c’è più. Si manifesta sia in presenza di un cadavere magari tenuto in casa per giorni o anche in assenza di questo. OSSESSIONI AFFETTIVE: riguardano una serie di comportamenti ripetitivi e compulsavi legati alla sfera affettiva. Molti sono riconducibili alla gelosia o al bisogno di controllare e di possedere. Sono comportamenti come leggere la posta, il diario controllare borse, portafogli o cellulari. VOYEURISMO AFFETTIVO: consiste nel bisogno di spiare e controllare il partner, nascondendosi e traendo soddisfazione da questo comportamento anche laddove dovesse essere doloroso tutto ciò che si osserva.
La dipendenza in amore è legata all’incapacità di uscire dall’unione simbiotica con l’altro, è concentrare sull’altro tutti i propri bisogni. Il bisogno crea sempre dipendenza: se si ha bisogno dell’altro, si dipende da lui, si è incatenati a lui, non si è liberi. Eppure l’amore dovrebbe essere la più grande forma di libertà.
Si è dipendenti in amore quando, appunto, si vive all’ombra dell’altro, quando ogni sua decisione diventa la regola che dirige la propria vita, quando si lascia che l’altro scelga al proprio posto, e ci si sente costantemente in obbligo verso qualcuno, trascurando i propri bisogni e le proprie responsabilità. I ‘vantaggi’ che ne derivano, ammesso che si possa parlare di vantaggi, stanno nel fatto che la dipendenza deresponsabilizza verso se stessi in quanto la preoccupazione ossessiva verso l’altro ha come conseguenza la perdita della consapevolezza di sé, di ciò che si è veramente, di quello che si vuole veramente. Quasi sempre c’è incompatibilità d’anima, mancanza di rispetto, progettualità diverse se non addirittura opposte, bisogni e desideri che non possono essere condivisi. E scarsi, se non assenti, sono stati i momenti di comunione profonda e di soddisfazione reciproca.
Perché allora continuare? Perché tormentarsi nella speranza che le cose possano cambiare quando il supposto cambiamento è stato solo desiderato, sognato, immaginato ma mai sperimentato come possibile?
Perché non poter chiudere e allontanarsi, magari tra mille turbamenti, ma con la consapevolezza di una fine che era inevitabile per il rispetto di entrambi? Si potrebbe affermare addirittura che la dipendenza si stabilisce appunto perché c’è il rifiuto. Per quanto paradossale possa sembrare, la dipendenza si alimenta del rifiuto, della negazione di sé, del dolore implicito nelle difficoltà e cresce in proporzione inversa alla loro irrisolvibilità.
Quello che seduce è la lotta.
Quello che incatena è la ingiustificata, assurda, sconsiderata presunzione di farcela. La presunzione di riuscire prima o poi nella vita a farsi amare da chi proprio non vuole saperne. Ma questa compulsione ad oltranza, che spinge gli affettivo-dipendenti a permanere nelle proprie inutili battaglie, non è determinata da una sorta di masochismo psichico. Non è il piacere per le proprie sofferenze che motiva tutte queste persone, bensì proprio l’opposto: la speranza inconsapevole di saturare una vecchia ferita. Di guarire da un male antico.
Perché il rifiuto, l’abbandono, la svalutazione di sé, l’umiliazione, hanno già fatto parte della loro vita emotiva; in un modo o nell’altro sono state queste le esperienze cruciali che hanno caratterizzato il delicato periodo formativo della loro personalità. Si adattano ai bisogni dell’altra persona e "lavorano" molto per farsi amare, convinte che mettendo un altro al primo posto, nei propri pensieri e nel proprio cuore, sia garanzia della dignità di essere amati. Il prezzo pagato è molto alto e consiste nell’annullarsi dicendo sempre di sì a tutti.
Quasi mai l’Altro è visto per quello che è (spesso un egoista chiuso su se stesso, o un nevrotico senza speranza o un approfittatore senza scrupoli); piuttosto è immaginato come sarebbe qualora si lasciasse finalmente amare e con amore ricambiasse tanta dedizione. È di questa immagine, evocata come per incantamento nello specchio magico dell’inconscio, che il dipendente si innamora. Questa modalità genera il vuoto, la perdita di identità, la rabbia della frustrazione di non vedere ricambiate le proprie attenzioni e dedizioni.
Vi è, di conseguenza, un aumento della criticità verso se stessi, maggiori richieste di adeguamento, minor soddisfazione affettiva finché scoppia il malessere rappresentato dalla consapevolezza di una profonda solitudine.
La precoce esperienza sperimentata, di accudire emotivamente uno dei due genitori, od entrambi, per ricevere, inconsapevolmente, quelle attenzioni affettive così basilari per sopravvivere psichicamente, abitua la persona a sapersi prendere cura degli altri, accontentandosi di "briciole" affettive pur di sentire di esistere per qualcuno e di essere, per quest’ultimo, indispensabile.
Spesso, nella donna, ciò determina scelte affettive di partner da accudire emotivamente illudendosi di poter cambiare l’altro come in una sfida aperta con se stessa; dato che non è riuscita a cambiare i genitori, intraprendendo questa impresa, oggettivamente impossibile, credendo, come nelle favole, che il suo accanimento trasformerà un rospo in principe o permetterà ad un cavallo di abbaiare…
La maggioranza degli affettivo-dipendenti confessa di non aver provato quasi mai attrazione verso Altri che, pur avendo tutti i requisiti per essere desiderabili, hanno commesso l’errore di testimoniare un gratuito affetto nei loro confronti. Sono molti i racconti di questo tipo: la donna insegue un uomo inevitabilmente sfuggente, qualche volta bevitore, sempre impegnato in altro di piu’ importante di lei, che la maltratta e non teme di perderla, e tanto piu’ lui esercita questa forma di trascuratezza e sadismo, tanto piu’ lei lo insegue. La rincorsa e’ senza requie, ma vana.
Una psicoterapeuta americana sostiene che le donne che amano troppo in realtà non amano affatto, perché alla base di questo genere d’amore vi è la paura di essere abbandonate che comporta l’attaccamento morboso a qualcuno che si finisce con il ritenere indispensabile per la propria sopravvivenza. La ricerca inesausta di conferme dall’Altro proviene dall’incapacita’ a darsele da se’, queste conferme. “Io ho bisogno di salvarti” è dunque l’unica forma di amore conosciuta da quelle persone che provengono da famiglie fredde emotivamente, che hanno generato nell’individuo che è portatore di questo bisogno, la ricerca di affetto ad ogni costo, attraverso la scelta di partners che ricalcano l’anaffettività ed il distacco genitoriale. Laddove non si è riusciti da bambini a trasformare i propri genitori in esseri caldi e disponibili, ecco che la vita fornisce la possibilità di riscatto, di successo.
Questo genere d’amore è pronto a qualsiasi sacrificio, a lasciarsi calpestare, a credere che nulla è troppo faticoso o umiliante, a sperare che prima o poi il partner scelto darà in cambio amore, gratitudine, sostegno.
Vi è l’annullamento totale di sé al fine di gratificare l’altro, fino a restringere tutta la propria vita intorno all’idea fissa della relazione, trascurando tutto il resto. La convinzione è che tutti questi ‘sforzi’ saranno premiati, perché trasformeranno il partner crudele e disamorato nel Principe Azzurro (come nella fiaba “
Nelle donne, dipendenti affettive, troviamo la presenza di una grossa svalutazione dei sentimenti, profondo senso di colpa e/o di rancore e rabbia. Vi è paura di perdere l’amore, paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine e della distanza; il vissuto è quello di "essere in trappola".C’è una profonda negazione di quelli che sono i propri bisogni in quanto la realizzazione di essi la farebbero sentire: egoista, sconsiderata, avida, esigente ed insolente. La scelta ricade costantemente su partners con problemi che hanno bisogno di essere risolti (da problemi economici gravi, problemi coniugali, alcoolismo, tossicodipendenza a problemi ‘caratteriali’, come mancanza di disponibilità emotiva, misoginia, egoismo, irresponsabilità, infedeltà) ed infatti questo genere di donna non è attratta da uomini gentili ed equilibrati, che definisce noiosi, ma si innamora sempre e solo di persone problematiche, spinta da una vera e propria ossessione verso la ricerca di situazioni caotiche che le consentano di esercitare il difficile ed impossibile (in quanto non richiesto) ruolo del "salvatore” Pensano: “se avessimo già un uomo che fosse tutto quanto desideriamo, che bisogno avrebbe di noi? E tutta quella capacità (e coazione) di soccorrere non servirebbe a nulla. Così, cerchiamo un uomo che non sia quello che vogliamo, e sognamo che lo diventi per merito nostro” .Le donne “che amano troppo” sarebbero inclini alla depressione, e proprio l’eccitazione perenne che deriva da un rapporto sentimentale instabile tamponerebbe le cadute depressive. L’individuo che è insicuro ha poca stima di sé, e vive la relazione affettiva come rimedio e metodo di cura ad una scarsa capacità di autoapprezzamento. L’individuo che non si stima dice all’altro: “Se non mi ami, muoio!”, “Se non mi ami non ho il diritto di esistere!”. L’autostima non si nutre solo delle valutazioni e degli apprezzamenti esterni, ma, soprattutto, di ciò che abbiamo interiorizzato e che pensiamo e sentiamo di noi. La “mancanza di autostima” produce un “ bisogno costante d’appoggio esterno: il bisogno di essere stimato dagli altri”. Ma visto che quanto ci proviene dagli altri viene letto attraverso la lente delle proprie esperienze e delle concezioni sul proprio Sé, gli apprezzamenti, anche sinceri, degli altri non scalfiscono minimamente l’idea che si ha di sé, ed innescano, anzi, una dipendenza verso questo riconoscimento da fonti esterne, che agisce come un temporaneo palliativo.
Le persone con bassa autostima hanno un enorme ed inappagato bisogno di amore e di intimità, ma vengono attratte da persone con le stesse problematiche, le quali, dunque, non sono aperte al cambiamento, e che sono capaci solo di prendere, più che dare, per trovare nel partner un rifornimento alle proprie carenze affettive. Ma le risorse per nutrirsi reciprocamente sono scarse, e ciò porta a rapporti fallimentari ed all’aggravarsi della sfiducia verso le proprie possibilità relazionali, alla disperazione dell’essere amati e ad un senso di vuoto ancora più profondo. La dedizione a questi partners ed alle sofferenze emotive assume le sembianze di qualsiasi altra forma di dipendenza (alcoolismo, tossicomania): la relazione viene usata come si usano gli stupefacenti (a volte sussiste anche una vera e propria tossicodipendenza), cioè l’ossessione verso il partner serve a dimenticare il dolore, il vuoto e la paura. Quanto più la relazione fa male, tanto più stordisce, come fosse una droga estremamente potente. E quando la relazione cessa, la mancanza di un partner su cui concentrare tutta la propria attenzione ossessiva è tale da indurre una vera e propria crisi di astinenza: nausea, sudori, brividi, tremori, pensieri ossessivi, depressione, insonnia, panico. Ma, in fondo, l’amore dipendente annulla non solo chi lo agisce, ma anche l’oggetto del proprio amore: se si ama troppo e si giustifica sempre ogni altrui mancanza, addossandosene invariabilmente la colpa, in realtà non si aiuta a migliorare, non si dà la possibilità, attraverso la relazione interpersonale, di sviluppare al pieno le altrui potenzialità. L’amore è invece un percorso di crescita condivisa. Ed, inoltre, l’altro non è realmente amato per quello che è, ma come ricettacolo delle proprie proiezioni ideali, come creatura che potrà essere plasmata secondo i propri modelli interiori, secondo i propri bisogni. Ma nell’amore non si dovrebbe voler cambiare l’altro, perché i suoi confini ci sussurrano di rispettarli e non violarli.
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curriculum vitae |
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Informazioni personali Psicologa, consulente in sessuologia, psicoterapeuta in formazione |
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Nome |
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FRANCESCA DE CARLO |
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Residenza |
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Via Marco Pacuvio, 47 Brindisi |
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Telefono |
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0831563132 – 3479244682 - 3208373828 |
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E-mail |
|
francesca.decarlo@apuliagestalt.it - |
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Nazionalità |
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Italiana |
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Data di nascita |
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21/07/1979 |
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Esperienza lavorativa |
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• Date (da – a) |
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30/04/2008 – 04/05/2008 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
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Randstad Italia S.p.A , filiale di Bari Via Principe Amedeo, 25 70100 Bari |
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• Tipo di azienda o settore |
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Agenzia per il lavoro |
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• Tipo di impiego |
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Promoter Vodafone, EVENTO SALONE NAUTICO SALENTO |
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• Principali mansioni e responsabilità |
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Promozione offerta commerciale Vodafone |
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• Date (da – a) |
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17/11/2007 – 14/01/2008 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Randstad Italia S.p.A , filiale di Bari Via Principe Amedeo, 25 70100 Bari |
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• Tipo di azienda o settore |
|
Agenzia per il lavoro |
|
• Tipo di impiego |
|
Promoter Vodafone |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Promozione offerta commerciale Vodafone presso Eurotel, Brindisi |
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• Date (da – a) |
|
07/09/2007 – 29/09/2007 |
|
• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Randstad Italia S.p.A , filiale di Bari Via Principe Amedeo, 25 70100 Bari |
|
• Tipo di azienda o settore |
|
Agenzia per il lavoro |
|
• Tipo di impiego |
|
Promoter Vodafone |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Promozione offerta commerciale Vodafone presso Central Point Vodafone One, Brindisi |
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• Date (da – a) |
|
04/09/2006 – 03/09/2007 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Associazione Italiana Sclerosi Multipla Piazza Di Summa, 1 72100 Brindisi |
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• Tipo di azienda o settore |
|
Associazione ONLUS |
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• Tipo di impiego |
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Volontaria Servizio Civile Nazionale |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Assistenza domiciliare a persone con sclerosi multipla e ai loro familiari |
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• Date (da – a) |
|
01/2007 – 06/2007 |
|
• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Associazione Italiana Sclerosi Multipla Piazza Di Summa, 1 72100 Brindisi |
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• Tipo di azienda o settore |
|
Associazione ONLUS |
|
• Tipo di impiego |
|
Psicologa |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Conduzione gruppo di auto – aiuto composto da persone portatrici di sclerosi multipla e loro familiari |
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• Date (da – a) |
|
08/06/2007 – 09/06/2007 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
C.R.I. Via Nazario Sauro, 12 |
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• Tipo di azienda o settore |
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progetto per recupero crediti formativi a studenti dell’ Istituto professionale Morvillo per i servizi sociali |
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• Tipo di impiego |
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Docenza |
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• Principali mansioni e responsabilità |
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“orientamento post diploma” e “Enneagramma: analisi del carattere” |
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• Date (da – a) |
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05/2007 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Associazione Italiana Sclerosi Multipla Piazza Di Summa,1 72100 Brindisi |
|
• Tipo di azienda o settore |
|
Associazione ONLUS |
|
• Tipo di impiego |
|
Psicologa |
|
• Principali mansioni e responsabilità |
|
attività di selezione volontari servizio civile nazionale presso AISM di Brindisi |
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• Date (da – a) |
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10/2006 – 06/2007 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Centro NIAT, via Taranto, 72100 Brindisi |
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• Tipo di azienda o settore |
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ASL Br/1 |
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• Tipo di impiego |
|
Stage |
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• Principali mansioni e responsabilità |
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Co-conduzione gruppo di adolescenti borderline e con disturbo della condotta; Co-conduzione gruppo genitori riguardo all’ intelligenza emotiva e alla gestione delle emozioni |
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• Date (da – a) |
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12/2005 – 02/2006 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Agenzia Kelly Services, Filiale di Roma Tiburtina, Largo Camesena, 23 00187 Roma |
|
• Tipo di azienda o settore |
|
Risorse Umane |
|
• Tipo di impiego |
|
Stage |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Front office con affiancamento |
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• Date (da – a) |
|
01/2005 – 06/2005 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
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Associazione Italiana Parkinsoniani Roma Ospedale CTO Andrea Salesini Roma |
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• Tipo di azienda o settore |
|
Associazione ONLUS |
|
• Tipo di impiego |
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Progetto di ricerca |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Interventi di sostegno ai soggetti e alle famiglie negli interventi di neurochirurgia |
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• Date (da – a) |
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2004 - 2005 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Associazione Italiana di Sessuologia Clinica via Brescia 38-b, Roma |
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• Tipo di azienda o settore |
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Consulenza, formazione e prevenzione |
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• Tipo di impiego |
|
Progetto di ricerca sull’educazione sessuologia delle donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Educazione alla sessualità, alla contraccezione e all’affettività |
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• Date (da – a) |
|
15/09/04 - 14/09/05 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Associazione Italiana di Sessuologia Clinica via Brescia 38-b, Roma |
|
• Tipo di azienda o settore |
|
Consulenza, formazione e prevenzione |
|
• Tipo di impiego |
|
Tirocinio post lauream, I e II semestre |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Consulenza telefonica in ambito psicologico e sessuologico |
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• Date (da – a) |
|
2002 - 2003 |
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• Nome e indirizzo del datore di lavoro |
|
Centro Elis via Sandro Sandri, 00100 Roma |
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• Tipo di azienda o settore |
|
Formazione e accoglienza |
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• Tipo di impiego |
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Volontariato |
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• Principali mansioni e responsabilità |
|
Assistenza a ragazzi svantaggiati e ad anziani |
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Istruzione e formazione |
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• Date (da – a) |
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01/03/2008 – 02/03/2008 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Associazione Culturale “ig.Art” onlus Via Quintino Sella, 78 Bari |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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“Raccontarsi: teatro e narrazione di sé”. Il seminario esperienziale mira a sperimentare gli aspetti terapeutici del teatro attraverso un lavoro sulla propria autobiografia. Elaborazione del proprio copione di vita e integrazione all’interno dell’esperienza personale attraverso la costruzione di storie, video e drammatizzazioni per trovare quel filo conduttore che dà senso all’esistenza. All’interno di questo percorso viene stimolato l’uso dei sensi e l’espressione delle emozioni attraverso: attività teatrale; costruzione di storie e lavoro autobiografico; tecniche video; consapevolezza dei vissuti corporei; esplorazione dello spazio; espressione dell’energia creativa; analisi dei vissuti personali; disegno; ascolto musicale. |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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23/02/2008 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Convegno FISIG 2008 Roma |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Workshop: Il processo terapeutico con la struttura esperenziale “narcisistica” |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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23/02/2008 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Convegno FISIG 2008 Roma |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Workshop: L’approccio Gestaltico nei Disturbi dell’Alimentazione e del Peso |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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23/02/2008 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Convegno FISIG 2008 Roma |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Workshop: Il lavoro terapeutico in gruppo con adolescenti problematici |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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23/02/2008 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Convegno FISIG 2008 Roma |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Workshop: |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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22/02/2008 – 24/02/2008 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Convegno FISIG 2008 Roma |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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13/11/2007 – 16/11/2007 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Randstad Italia S.p.A , filiale di Bari Via Principe Amedeo, 25 70100 Bari |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Progetto finanziato da Forma.Temp: Diritti e doveri dei lavoratori; sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, legge 626; Contratti di lavoro; Tecniche di comunicazione e di vendita al cliente; offerta commerciale Vodafone. |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di frequenza: Formazione professionale per promoter Vodafone |
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• Date (da – a) |
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10/11/2007 –11/11/2007 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Associazione Culturale “ig.Art”ONLUS Via Quintino Sella, 78 70100 Bari |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Arte – terapia: tecniche teatrali e conoscenza di sé condotto da Dott.ssa Marika Massara, Psicologa, Psicoterapeuta della Gestalt. |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di partecipazione |
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• Date (da – a) |
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04/09/2007 – 07/09/2007 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Randstad Italia S.p.A , filiale di Bari Via Principe Amedeo, 25 70100 Bari |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Progetto finanziato da Forma.Temp: Diritti e doveri dei lavoratori; sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, legge 626; Contratti di lavoro; Tecniche di comunicazione e di vendita al cliente; offerta commerciale Vodafone. |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di frequenza: Formazione professionale per promoter Vodafone |
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• Date (da – a) |
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01/2006 a oggi |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Istituto Gestalt di Puglia, Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Programma teorico, addestramento pratico, psicoterapia personale e supervisione secondo l’approccio fenomenologico, esistenzialista e costruttivista; “ENNEAGRAMMA: la psicologia del carattere”, analisi delle tipologie di carattere |
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• Qualifica conseguita |
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Specializzanda in psicoterapia |
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• Date (da – a) |
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21/03/2006 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Iscrizione all’ Ordine degli Psicologi della Regione Puglia num: 2097 |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Psicologia Generale, analisi di un caso clinico e codice deontologico |
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• Qualifica conseguita |
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Abilitazione alla professione di psicologo |
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• Date (da – a) |
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11/2004 – 06/2005 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Associazione Italiana in Sessuologia Clinica in Roma |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Master in sessualità e relazioni affettive |
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• Qualifica conseguita |
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Attestato di Consulente in sessuologia |
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• Date (da – a) |
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08/07/2004 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Università |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Tesi in Psicopatologia del comportamento sessuale con titolo: “L’attualità dell’Ars Amatoria di Ovidio, quale analisi del pensiero sessuale umano” |
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• Qualifica conseguita |
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Laurea, Vecchio Ordinamento, in Psicologia con indirizzo Clinico e di comunità |
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• Date (da – a) |
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07/1998 |
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• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione |
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Liceo Classico “Benedetto Marzolla”, Brindisi |
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• Principali materie / abilità professionali oggetto dello studio |
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Latino, Greco, Italiano |
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• Qualifica conseguita |
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Diploma di maturità |
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Capacità e competenze personali Acquisite nel corso della vita e della carriera ma non necessariamente riconosciute da certificati e diplomi ufficiali. |
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Prima lingua |
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Italiana |
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Altre lingue |
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Inglese |
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• Capacità di lettura |
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Ottima |
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• Capacità di scrittura |
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Ottima |
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• Capacità di espressione orale |
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Buona |
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Capacità e competenze relazionali Vivere e lavorare con altre persone, in ambiente multiculturale, occupando posti in cui la comunicazione è importante e in situazioni in cui è essenziale lavorare in squadra (ad es. cultura e sport), ecc. |
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collaborazione con il mensile di attualità “Inside out magazine”, Brindisi e provincia, pubblicazione articoli in qualità di Psico-sessuologa. Ho svolto attività sportive di pallavolo, tennis, nuoto, palestra. Lettura, cinema. Empatia e capacità di ascolto nella relazione d’aiuto. |
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Capacità e competenze organizzative Ad es. coordinamento e amministrazione di persone, progetti, bilanci; sul posto di lavoro, in attività di volontariato (ad es. cultura e sport), a casa, ecc. |
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Capacità di lavoro in team, organizzazione turni per attività di volontariato; attività di selezione di volontari del servizio civile. |
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Capacità e competenze tecniche Con computer, attrezzature specifiche, macchinari, ecc. |
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Buona conoscenza del pacchetto Office e di Internet Explorer |
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Patente o patenti |
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B |
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La sottoscritta è a conoscenza che, ai sensi dell’art. 76 del DPR 445/00, le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi del codice penale e delle leggi speciali. Inoltre, la sottoscritta autorizza al trattamento dei dati personali, secondo quanto previsto dalla Legge 196/03. |
Brindisi 13/03/2008
NOME E COGNOME
Francesca De Carlo